One more pill to kill the pain

Posted in Uncategorized on 8 novembre 2016 by -

I left the hotel behind

Don’t wanna know how it ends.

2B to Kidlington delle 23.30

Posted in Uncategorized on 23 ottobre 2016 by -

“I am not drunk: I am profoundly alone.”

Me lo ha prescritto il Dott. Huxley.

Mattoni consumati dal tempo, muri tra marciapiedi e maestose case vittoriane. Ippocastani e ciclisti. L’autunno. Me lo ha detto il Dott.Huxley di uscire di casa. Non te lo ha detto nessuno? Che tutto quello che fai o pensi alla fine, nel grande schema del divenire, non conta un cazzo?

Chissà dove sarò tra 1 anno esatto, alla stessa ora.

Ed è subito gabbia di Faraday.

1001 Nacht

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, congiunzioni astrali, crisi esistenziale, declarations of Independence, disappear, dissociarsi e rifiutare, distrazioni musicali, domande senza risposta, fuck you, Genova, Il picco negativo della sinusoide, il tempo, io non ci sono più, isolationism, myself, nichilismo, notti insonni, Oxford, rare emozioni, ricordi, Rigoso, sick and tired, sociopatia with tags on 22 settembre 2016 by -

 

21:19 PM: il bollitore gorgoglia come se non ci fosse un domani. Ed io, approccio la mia seconda camomilla. Alzo gli occhi, cambio di programma. L’odore di sigaretta è più che mai acre e punge nelle narici. Mi fà tutto schifo, a partire dalle pareti ingiallite di nicotina. Anche se Paul alla fine è un pezzo di pane, è solo…particolare. E quel coglione di Z. che “puoi lasciare i panni stesi in sala perchè ieri ho smesso di fumare” e la settimana dopo è di nuovo pane e accendino. Incoerenze. Ipocrisie. Tu ridi di me, io provo pena per la tua esistenza. Scambi equi.

Calmati adesso. Tazza, acqua calda, infuso, miele, cucchiaio. Rituali. Corri di sopra in camera. Il vapore rilascia quel profumo intenso di casa. I miei nonni, la montagna, la felpa di sera ad Agosto, la Miria e Beppe, le partite a scala quaranta. La scatola riporta:

 

Ingredienti: spezie 50% (cannella, zenzero, cardamomo, pepe nero, chiodi di garofano, estratto di vaniglia 1%), radici di cicoria, aroma di arancia e cannella, aroma di vaniglia, liquirizia, scorza d’arancia.

Conservare in luogo fresco e asciutto.

 

Attendi che raffreddi. Accendi il laptop. Metti della musica. Qualcuno ha caricato quel fatidico live dei FBYC su YouTube. Grazie, qualcuno. Io ero li quel 29 Gennaio 2015, a viverlo sulla mia pelle. Genova. Teatro Altrove.

 

Oggi è una così bella giornata ed io | vorrei che tu tornassi a casa per | cena.

 

E poi i ricordi confluiscono. 30 Giugno 2015. L’estate più sudata di tutte. Un esame di matematica da preparare. L’isolamento quasi totale. Questo disco è stato appena annunciato, e a me sembrava la cosa più bella al mondo in quel preciso momento. Atti di semplicità. Vita semplice. Teoremi di meccanica razionale e isolazionismo spontaneo. L’estate più sofferta di tutte.

 

E quindi? E quindi un cazzo. E’ già passato il momento spontaneo. E di voi tutti, sinceramente, [omissis].

 

 

 

Senza di te, ho perso un pò di ilarità [Zigulì]

Posted in alone, choke, conceptual, crisi esistenziale, disappear, distrazioni musicali, domande senza risposta, fuck you, io non ci sono più, Oxford, Questions&Answers with tags on 8 agosto 2016 by -

 

 

Rimane il segno della polvere a ricordare quello che si è scordato per secoli e che è di nuovo importante / dovrei gioire perché brilla di luce non mia / ma sento i pugni nello stomaco del senno di poi / la presa di coscienza / il gusto amaro dell’assenza.

 

 

Un giorno saremo seduti alla stessa tavola:
tu ruberai il boccone buono dal piatto di un altro,
non farai caso a quanto sporchi sono i miei jeans.

e finalmente ascolterai cos’ho da dirti.
non è vero che non ho imparato niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Così doveva andare. E così è andata.
E non è vero: non ho imparato niente.

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, conceptual, crisi esistenziale, declarations of Independence, disappear, dissociarsi e rifiutare, domande senza risposta, il tempo, io non ci sono più, isolationism, myself, Oxford, sessione di pensiero, sick and tired on 27 giugno 2016 by -

Sono i pensieri dell’ora tarda
quelli che ti rodono l’anima.

Thank God it’s Sunday evening.

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, awesome, conceptual, declarations of Independence, disappear, distrazioni musicali, domande senza risposta, il tempo, myself, Oxford, qual'è il senso della vita?, rare emozioni, ricordi on 5 giugno 2016 by -

 

I’m so sorry I’m not down tonight
But all my friends have lost their minds
And whats more…
…I’m not happy here anymore.

We should’ve stayed at home tonight.
All the bright lights and company
are not what I need.

Its just the same as it was before.
Same faces there to hit the floor.
My legs have carried me far.
There’s still strength enough for one more.
So lets carry on
And dance to all the same songs.
Like back when we were young
And nights like this would fade to one.

So lets get out of here.
We’ve done all we can.
This place is not dead.
So when will this night end?

We’ll do it all again,
Next Friday night.
This Picture-postcard modernity.

 

 

 

Basically

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, choke, conceptual, crisi esistenziale, disappear, dissociarsi e rifiutare, fuck you, Il picco negativo della sinusoide, il tempo, io non ci sono più, myself, nichilismo, Oxford, qual'è il senso della vita? on 21 maggio 2016 by -

 

 

 

everything sucks.