This is me

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, conceptual, crisi esistenziale, departure, disappear, dissociarsi e rifiutare, distrazioni musicali, domande senza risposta, freddo, fuck you, Il picco negativo della sinusoide, il tempo, io non ci sono più, isolationism, nichilismo, Oxford, sessione di pensiero, sick and tired, sono stanco on 9 maggio 2018 by -

 

guzzle down that pill

and another one,

and another.

 

I lost myself in the making.

 

Is anybody out there..?

 

 

 

 

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Hold on in there

Posted in alone, conceptual, congiunzioni astrali, crisi esistenziale, disappear, dissociarsi e rifiutare, freddo, Genova, I can't go to sleep, Il picco negativo della sinusoide, io non ci sono più, la fine non è la fine, myself, Oxford, qual'è il senso della vita?, sick and tired, sono stanco, Uncategorized on 5 marzo 2018 by -

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Ho avuto momenti migliori.

Credevo di aver tutto sotto controllo

Mi sbagliavo.

Prima o poi imparerò a vivere

Prima o poi..

Goodnight my love
Remember me as you fall to sleep
Fill your pockets with the dust and the memories
rises from the shoes on my feet
I won’t be back here
Though we may meet again
I know it’s dark outside
Don’t be afraid
Every time I ever cried for fear
It was just a mistake that I made
Wash yourself in your tears
And build your church
On the strength of your faith
Please
Listen to me
Don’t let go
Don’t let this desperate moonlight leave me
With your empty pillow
Promise me the sun will rise again
I too am tired now
Embracing thoughts of tonight’s dreamless sleep
My head is empty
My toes are warm
I am safe from harm

Pertinenza numero 7

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, choke, conceptual, crisi esistenziale, Crossing over, declarations of Independence, departure, disappear, dissociarsi e rifiutare, distrazioni musicali, freddo, fuck you, I can't go to sleep, Il picco negativo della sinusoide, il tempo, io non ci sono più, isolationism, mis-un-trophy, myself, nichilismo, notti insonni, Oxford, sick and tired, sociopatia, sono stanco, Uncategorized on 21 dicembre 2017 by -

 

One of you
Will die now
One of you
Is gonna die
One of you
Will die now
One of you
Is gonna die
One of you
One of you
One of you
Is gonna die
Don’t be scared
Cause you are fine
In hell
My poison of life
In hell
This poison of life
In hell
This poison of life
One of you
Is gonna die
Don’t be scared
Cause you are fine
In hell
My poison of life

 

 

One more pill to kill the pain

Posted in Uncategorized on 8 novembre 2016 by -

I left the hotel behind

Don’t wanna know how it ends.

2B to Kidlington delle 23.30

Posted in Uncategorized on 23 ottobre 2016 by -

“I am not drunk: I am profoundly alone.”

Me lo ha prescritto il Dott. Huxley.

Mattoni consumati dal tempo, muri tra marciapiedi e maestose case vittoriane. Ippocastani e ciclisti. L’autunno. Me lo ha detto il Dott.Huxley di uscire di casa. Non te lo ha detto nessuno? Che tutto quello che fai o pensi alla fine, nel grande schema del divenire, non conta un cazzo?

Chissà dove sarò tra 1 anno esatto, alla stessa ora.

Ed è subito gabbia di Faraday.

1001 Nacht

Posted in alone, And not a single fuck was given that night, congiunzioni astrali, crisi esistenziale, declarations of Independence, disappear, dissociarsi e rifiutare, distrazioni musicali, domande senza risposta, fuck you, Genova, Il picco negativo della sinusoide, il tempo, io non ci sono più, isolationism, myself, nichilismo, notti insonni, Oxford, rare emozioni, ricordi, Rigoso, sick and tired, sociopatia with tags on 22 settembre 2016 by -

 

21:19 PM: il bollitore gorgoglia come se non ci fosse un domani. Ed io, approccio la mia seconda camomilla. Alzo gli occhi, cambio di programma. L’odore di sigaretta è più che mai acre e punge nelle narici. Mi fà tutto schifo, a partire dalle pareti ingiallite di nicotina. Anche se Paul alla fine è un pezzo di pane, è solo…particolare. E quel coglione di Z. che “puoi lasciare i panni stesi in sala perchè ieri ho smesso di fumare” e la settimana dopo è di nuovo pane e accendino. Incoerenze. Ipocrisie. Tu ridi di me, io provo pena per la tua esistenza. Scambi equi.

Calmati adesso. Tazza, acqua calda, infuso, miele, cucchiaio. Rituali. Corri di sopra in camera. Il vapore rilascia quel profumo intenso di casa. I miei nonni, la montagna, la felpa di sera ad Agosto, la Miria e Beppe, le partite a scala quaranta. La scatola riporta:

 

Ingredienti: spezie 50% (cannella, zenzero, cardamomo, pepe nero, chiodi di garofano, estratto di vaniglia 1%), radici di cicoria, aroma di arancia e cannella, aroma di vaniglia, liquirizia, scorza d’arancia.

Conservare in luogo fresco e asciutto.

 

Attendi che raffreddi. Accendi il laptop. Metti della musica. Qualcuno ha caricato quel fatidico live dei FBYC su YouTube. Grazie, qualcuno. Io ero li quel 29 Gennaio 2015, a viverlo sulla mia pelle. Genova. Teatro Altrove.

 

Oggi è una così bella giornata ed io | vorrei che tu tornassi a casa per | cena.

 

E poi i ricordi confluiscono. 30 Giugno 2015. L’estate più sudata di tutte. Un esame di matematica da preparare. L’isolamento quasi totale. Questo disco è stato appena annunciato, e a me sembrava la cosa più bella al mondo in quel preciso momento. Atti di semplicità. Vita semplice. Teoremi di meccanica razionale e isolazionismo spontaneo. L’estate più sofferta di tutte.

 

E quindi? E quindi un cazzo. E’ già passato il momento spontaneo. E di voi tutti, sinceramente, [omissis].

 

 

 

Senza di te, ho perso un pò di ilarità [Zigulì]

Posted in alone, choke, conceptual, crisi esistenziale, disappear, distrazioni musicali, domande senza risposta, fuck you, io non ci sono più, Oxford, Questions&Answers with tags on 8 agosto 2016 by -

 

 

Rimane il segno della polvere a ricordare quello che si è scordato per secoli e che è di nuovo importante / dovrei gioire perché brilla di luce non mia / ma sento i pugni nello stomaco del senno di poi / la presa di coscienza / il gusto amaro dell’assenza.

 

 

Un giorno saremo seduti alla stessa tavola:
tu ruberai il boccone buono dal piatto di un altro,
non farai caso a quanto sporchi sono i miei jeans.

e finalmente ascolterai cos’ho da dirti.
non è vero che non ho imparato niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Così doveva andare. E così è andata.
E non è vero: non ho imparato niente.