da 0 a 100 in porco dio. [must I die to escape, the scanning eyes of death.]

Postati in choke, crisi esistenziale, departure, fuck you, isolationism, mis-un-trophy, myself, nichilismo, sick and tired, sociopatia, sono stanco su 23 maggio 2012 da qwerty8787

 

chi cazzo sei? o chi cazzo pensi di essere? mi verrebbe da chiederti.

hai l’utilità di un non sò nemmeno io cosa. ma fai semplicemente schifo. schifo al cazzo.

urlami nelle orecchie, redimimi te ne prego.

 

must I die to escape, the scanning eyes of death.

 

il primo pensiero che mi è venuto in mente. anzi il secondo.

Il primo è un bisogno interiore, un immaginazione in divenire, un nuovo appetito da saziare, la necessità di nuove onde sonore ad investirti completamente e radiarti in tronco dall’albo degli esseri inutili. Una sferzata di vita come sommatoria polifrequenziale di sinusoidi, una trasformata di Fourier come amico e mèntore.

e non vi degno nemmeno di risposta a questo punto. prova a mangiartela la tua vita, magari rimani esattamente uguale a prima, mh?

lasciatemi in pace tra le mie stronzate elettroniche cazzo. lasciatemi in pace con i miei cavetti e le mie connessioni. non riuscirò mai a comprendere questi sistemi tanto evoluti quanto inutili, da trasformare prelibatezze culinarie in ingresso in morbosa merda dalle apposite porte d’uscita. interconnettimi sto paio di palle. merda mangia merda. lasciatemi in pace cazzo. fatemi spazio. lasciatemi in pace cazzo.

 

 

se avessi potuto l’avrei già fatto. se avessi voluto me ne sarei già andato. schiaffoni, schiaffi morali. puntate nel muso. trattenere a stento l’impulso al braccio. accorgersi di non avere tutto a posto nel cervello quando riconosci gli istinti violenti irrefrenabili maturare ed esplodere dentro di te. il peggiorare della situazione più che certo. il miglioramento delle condizioni di vita e le cazzate che la gente spara. Ho più stima di uno sconosciuto nei primi 5 secondi di conoscenza, di quanta ne possa avere nel 92% delle persone che conosco. Sono serio: la gente non sà vivere, e non sà farlo in milioni di modi diversi. degrado sociale. crisi di nervi. affanculo.

 

—— stop ———-

 

 

we are the lovers

we are the last of our kind.

 

 

 

 

 

 

 

 

Who let the tigers out, to kill all the lovers?

Postati in And not a single fuck was given that night, awesome, choke, declarations of Independence, departure, distrazioni musicali, fuck you, myself, rare emozioni, sessione di pensiero, sociopatia su 19 maggio 2012 da qwerty8787

 

 

“15. It’s a fine line between being an “intellectual” and intellectual posturing, some might say that there is no line at all”

 

“9. Instrumental. What we play, and what you hear are two different things”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

abbiamo forse anche smarrito noi stessi [note a margine]

Postati in alone, And not a single fuck was given that night, choke, declarations of Independence, departure, distrazioni musicali, fuck you, il tempo, isolationism, mis-un-trophy, myself, nichilismo, qual'è il senso della vita?, selfishness, sociopatia su 15 maggio 2012 da qwerty8787

 

 

Hai mai pensato che
Non è finita qui? sbagliato.
Possiamo fare molto peggio e scendere un po’ più giu.
Hai mai pensato che non me ne frega più un cazzo?
Mettitelo in testa: si, scendere un po’ più giù.

 

 

 

voce del verbo Bestemmiare [All Secrets Known]

Postati in alone, choke, crisi esistenziale, declarations of Independence, departure, distrazioni musicali, domande senza risposta, il tempo, isolationism, myself, nichilismo, sociopatia su 15 maggio 2012 da qwerty8787

 

There’s no going back
To the place we started from

 

casini in testa, allucinazioni apocalittiche con redenzioni di massa sanguinolente, riniti allergiche e istinti isolazionisti spinti sottovuoto.
è questa la primavera? è questo quello che volevi? hai ottenuto l’esatto contrario
probabilmente.
“vabbè” .

 

 

 

 

 

your wife and your children and I [super-predatori]

Postati in And not a single fuck was given that night, choke, declarations of Independence, departure, isolationism, mis-un-trophy, myself, notti insonni, selfishness, sociopatia su 14 maggio 2012 da qwerty8787

And I hope you see us

 

nonostante tutto, mi divincolo con discreta destrezza in sù della superficie terrestre.

finchè avrò occasione di prendere nota delle bassezze da individui sociali di sorta che si presentano talvolta, posso riternermi al sicuro.

[non sono sicuro della correttezza della precedente frase, che avrei forse potuto riassumere con "la madre degli stupidi è sempre incinta" ma solo se urlato con sentimento di cui sopra]

 

 

per non parlare di un aspetto sociale darwiniano che mi ha lasciato mentalmente soddisfatto..

 

 

R.R.R.

Postati in And not a single fuck was given that night, at sea, awesome, choke, congiunzioni astrali, declarations of Independence, departure, distrazioni musicali, il tempo, myself, notti insonni, ricordi su 10 maggio 2012 da qwerty8787

 
Now I wanna say nothing, nothing
Not a fucking thing
Just wanna take something, something
Something
Now was it worth it, worth it?
Just one fucking thing?
I coulda said something, something
Something

 

i’ll be wavin, goodbye

 

 

I want to be there when the bullet hit pt.2 [Can I still get into heaven if I kill myself?]

Postati in alone, distrazioni musicali, domande senza risposta, freddo, il tempo, myself, nichilismo, qual'è il senso della vita?, rare emozioni, sick and tired, sociopatia, sono stanco, Uncategorized su 8 maggio 2012 da qwerty8787

 

“Can I still get into heaven if I kill myself?
Can I still get into heaven if I kill myself?
Can I ever be forgiven cause I killed that kid?
It was an accident I swear it wasn’t meant for him!
And if I turn it on me, if I even it out, can I still get in or will they send me to hell?
Can I still get into heaven if I kill myself?”

 

non avrò mai parole sufficienti per descrivere quello che mi passa per la testa, neanche quando sono io stesso a insufflare materia o etere da uno qualsiasi dei buchi che ho sul cranio.
Questa mattina ho trattenuto in silenzio le lacrime mentre queste parole mi scivolavano in testa. vorrei ricordarmene così.

 

I left the hotel behind, don’t want to know how it ends.

 

 

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